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Messico: la culla della civiltà


Dai siti archeologici Aztechi e di quelli Maya alle città coloniali, passando per le perle della riviera pacifica, Puerto Vallarta e Acapulco. Una terra tutta da scoprire.



Appassionati di antiche civiltà, ammiratori d'arte, viaggiatori alternativi, amanti del relax e del quieto vivere, ingordi di mare e spiagge. Se c'è un paese in grado di accontentare le più diverse esigenze di chi cerca nel viaggio qualcosa di nuovo e di sorprendente ebbene questo è il Messico.

Culla di antiche civiltà, terra dalle immense bellezze naturali, abitata da gente cordiale e amichevole. Per dirla con i messicani, "Mi casa es su casa". C'è il Messico degli Aztechi e dei Maya, i più misteriosi popoli dell'antichità, di cui mai nessuno è ancora riuscito a decifrarne tutti i segreti. Quello della fuga del trip inteso come viaggio mentale, descritta da film come "Puerto Escondido". E quelle dei suoi 10000 chilometri di coste, con spiagge dalla vegetazione lussureggiante e acque limpide e trasparenti, come quelle dello Yucatan. C'è il Messico intellettuale e politicizzato, quello di Diego Rivera e quello immortalato dalla fotografa friulana Tina Modotti ma anche quello più moderno è disperato del popolo dei Chiapas, nell'estremo sud, ai confini con il Guatemala.

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Il nostro viaggio inizia da Città del Messico, l'immensa Mexico City, vero organismo vivente in espansione con i suoi 20 milioni di abitanti che ne fanno la città più popolata del mondo. Fu costruita dagli Aztechi nel XIII secolo su una serie di isole unite da canali artificiali, circondati da montagne e vulcani innevati (l'Iztaccihuatl e Popocatipetl), a 2240 metri di altitudine. Ne divenne poi la capitale con il nome di Tenochtitlan e di quegli anni resta solo un piccolo tempio, la piramide azteca di Santa Cecilia Acatitlan, l'unico sopravvissuto completamente intatto Mexico City venne conquistata nel 1521 dagli Spagnoli che vi stabilirono il proprio dominio e che furono, a loro volta, spodestati solo tre secoli dopo.

Oggi è una metropoli con un tasso di crescita della popolazione urbana tra i più elevati del mondo. Ma è anche una delle più inquinate e degradate ed il consiglio, anche visitando musei e monumenti, è quello di fare attenzione perchè i piccoli furti sono frequenti. Per girare la città, poi, è meglio usare i taxi, costano poco e sono diffusissimi, la metropolitana invece è pericolosa e a rischio. Anche una visita frettolosa non può tralasciare almeno il centro coloniale e degli affari, dove si trova l'immensa Plaza de la Constitucion, meglio nota come "Zocalo", la maestosa Catedral Metropolitana, costruita in trecento anni con due enormi campanili in stile barocco e neoclassico, l'enorme Palacio de Bellas Artes, iniziato nel 1900 ma completato soltanto nel 1934 e sprofondate a causa del peso di 4,5 metri nel morbido terreno, e l'Università del Messico, il più antico istituto di istruzione superiore dell'emisfero occidentale con, sulla facciata, murales del grande Diego Rivera.

Per noi italiani, riveste anche un fascino particolare lo Stadio Azteca, oggi profondamente modificato, dove si svolse l'Italia-Germania del mitico 4 a 3 durante le semifinali dei Mondiali del '70. Per chi cerca divertimento c'è invece la Zona Rosa, il quartiere dell'alta società e della vita notturna, per chi vuole vedere una Mexico City inedita ecco il Parque de Chapultepec, un vero bosco nel mezzo della città, sede di splendidi musei come il Rufino Tamayo, il Museo de Arte Moderna e il Museo Nacional de Antropologia. A 50 chilometri da Città del Messico c'è Teotihuacan, detta la città degli Dei, la più grande città del Messico antico con le spettacolari e misteriose Piramidi del Sole e della Luna, situate lungo la Avenida de los Muertos, asse viario lungo 4 chilometri. Ma per tuffarsi del Messico degli Aztechi conviene fare un salto nella regione di Oaxaca, nella valle omonima del Messico meridionale, che la abitarono a partire dal XV secolo, prima di essere sopraffatti dai coloni spagnoli.

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Da visitare Oaxaca, la capitale che si affaccia sull'Oceano Pacifico, famosa per i lavori artigianali in ferro battuto sui suoi edifici, considerati i più pregiati del Messico. Da vedere soprattutto la chiesa di Santo Domingo costruita nel decennio 1570-1580 dagli Spagnoli, un illustre esempio di architettura coloniale. Ma gli spettacoli maggiori sono quelli dei siti archeologici della regione, da quello zapoteco di Monte Alban, a dieci chilometri da Oaxaca, a quello di Mitla Se Oaxaca è la regione degli Aztechi, lo Yucatan invece è la culla del popolo dei Maya, decimato e messo in fuga dagli spagnoli nel 1519.

Tra gli oltre 1200 siti archeologici da non perdere è la città-fortezza di Chichen Itza, con i resti della capitale dei Toltechi, un importante centro religioso costruito nel X secolo dopo la sconfitta dei Maya. Qui si trovano ben conservate testimonianze del passato, come la magnifica piramide El Castillo, El Caracol e El Templos De Los Guerreros. Il posto è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'Onu nel 1988. Meritano una visita anche Uxmal, Tula, dove si trovano le più belle creazioni di arte tolteca, e Palenque, dove si possono ammirare qualche decina dei quasi 500 edifici di cui contava una volta.

Gli invasori spagnoli non portarono solo distruzione, ma contribuirono a edificare, a partire dai primi anni del XVI secolo, moltissime citta nel cuore del Messico, meglio note come "Le città coloniali", che promettono un vero viaggio nel tempo. Sono ben 51, ricche di antichi palazzi e chiese in stile barocco, di cui le più antiche sono - oltre alle già citate Mexico City e Oaxaca - San Cristobal De Las Casas (già Villa Real), Puebla, dall'antica cattedrale, Morelia, Queretaro, Guanajuato, la città mineraria di Taxco, Puerto Vallarta, Tlaxcala e soprattutto Guadalajara. Capitale dello Stato di Jalisco, nel Messico centroccidentale, Guadalajara sorge su un elevato altopiano a circa 240 chilometri dall'Oceano Pacifico. Negli ultimi decenni si è ampliata e modernizzata pur mantenendo il suo fascino antico, con parchi, fontane, monumenti, edifici in stile coloniale spagnolo, viali bordati da fiori, e conserva le qualità che in passato ne fecero la "maggiore cittadina" del Messico.

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Nei suoi dintorni si coltivano le piante di maguey (agave), simili al cactus e utilizzate nella produzione di bevande alcoliche come il mescal, la tequila e la bevanda azteca del pulque. Anche Puerto Vallarta è una città coloniale, non distante dalla Sierra Madre Occidentale, ma oggi è meglio conosciuta soprattutto come una delle più celebri stazioni balneari del Messico. Le sue spiagge sabbiose divennero un paradiso turistico dopo che il film "The Night of the Iguana" del 1963 attirò l'attenzione sulla zona. Lungo la costa del Pacifico Puerto Vallarta contende il primato alla famosissima Acapulco e alla alternativa Puerto Escondido, mentre se si cerca la tranquillità niente di meglio delle spiagge di Bahias de Huatulco, che si estendono per ben dieci chilometri lungo una costa lussureggiante.

Sul lato opposto chi cerca una natura da sogno scelga la penisola della Yucatan, in pieno clima caraibico, le soprattutto Cancun, uno dei più rinomati luoghi di villeggiatura dell'intero Messico.

©vacanzecuba.it

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