Haiti: in vacanza nelle isole dei pirati
Alla scoperta della metà meno nota e più sfortunata dell'isola caraibica di Hispaniola. Dove si parla creolo, si praticano i riti vodoo e si possono ammirate spiagge incontaminate. Oppure andare alla scoperta dei vecchi covi dei pirati, scendere in un mare cristallino ricco di pesci o ascoltare i suoni delle musiche tradizionali haitiane.
Dei due volti dell'isola caraibica di Hispaniola rappresenta quello meno noto, ma forse proprio per questo da scoprire fino in fondo. Un pò trascurata dai soliti itinerari turistici, Haiti è il paese meno fortunato dei Caraibi, è il più montuoso ed il più povero, ma ricco di umanità e di tradizioni affascinanti, soprattutto provenienti da Mamma Africa, dalla sua musica ai riti vodoo. E sta faticosamente cercando di uscire dal periodo oscuro della dittatura.
Haiti occupa il settore occidentale dell'isola di Hispaniola, nel Mar Caribico, pari a un terzo del territorio, mentre i restanti due terzi a est sono occupati dalla ricca e turisticamente più avanzata Repubblica Dominicana. è formata da due penisole separate dal golfo della Gonâve, quella settentrionale si protende nell'Oceano Atlantico per 160 chilometri mentre quella meridionale, lunga quasi il doppio, nel Mar Caribico. è anche l'isola più montagnosa dei Caraibi, essendo occupata per due terzi da catene montuose, le cui pendici scoscese sono coperte da fitte foreste di mogano e alberi da frutto tropicali, dove i contadini coltivano con grande fatica frutta, caffè e cacao.
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Il paesaggio haitiano dagli squillanti colori, è tra i più vari del mondo. Le fertili pianure dell'entroterra sono attraversate da un unico fiume, Rio Artibonito, navigabile in tutta la sua lunghezza, ed interrotte da cinque grandi laghi (il più grande è il Lago Péligre, formatosi in seguito alla costruzione di una diga) e numerosi laghetti con acque salmastre. I 1771 chilometri di litorale, irregolare e ricco di porti naturali, sono fronteggiati da alcune isole. Quella maggiore, de la Gonâve, situata nell'omonimo golfo di fronte a Port-au-Prince, fu antico rifugio dei corsari ed attualmente è dotata di bellissime spiagge ed incantevoli fondali corallini. Le altre sono l'Ile de la Tortue - la celebre Tortuga - e la Grande Cayemite.
Haiti ha un clima secco tra i più gradevoli dei Caraibi, mitigato dalla corrente equatoriale e dalla presenza di rilievi che proteggono dagli alisei. Le temperature lungo la costa raggiungono una media di 27 gradi, con variazioni minime tra estate e inverno, mentre sulle montagne scendono a livelli decisamente inferiori. La stagione delle piogge, dura da aprile a giugno e poi da ottobre a novembre. Frequentemente esposta agli uragani, Haiti ne è stata duramente colpita nel 1963, 1980, 1988 e 1994. La stagione migliore per recarsi in vacanza è tra dicembre e marzo.
Il 6 dicembre 1492 quando Cristoforo Colombo, vide per la prima volta Haiti, disse "es una maravilla". Venne accolto benevolmente dagli indigeni Tainos, Arawak e Caraibes e diede a quest'isola il nome di Hispaniola. Dopo cento anni gli indigeni erano stati completamente sterminati dagli spagnoli e dopo qualche anno comincio l'epoca dei bucanieri che fecero diventare, la Tortuga al largo di Capo Haitien il centro mondiale della pirateria. Quando i francesi, in seguito, conquistarono l'isola la chiamarono con il nuovo nome di Saint-Domingue, rimanendoci sino al 1804.
Nella storia più recente Haiti ha vissuto lunghi periodi di dittatura e solo lentamente sta inserendosi nella comunità internazionale. Il periodo più triste di quest'isola cominciò nel 1957 con l'elezione alla presidenza di François "Papa Doc" Duvalier un sanguinario e crudele dittatore che represse continuamente l'élite mulatta. Bisogna arrivare al 16 dicembre 1990, all'elezione di Jean-Bertrand Aristide, per individuare la prima volta in cui agli haitiani è stato concesso di esprimersi davvero sul loro futuro. Ma solo sette mesi dopo calerà di nuovo l'ombra della dittatura del generale Raul Cedras, che se ne andrà nell'ottobre del 1994. Oggi ha preso il suo posto l'ex-primo ministro di Aristide, René Gracia Preval, il quale ha il compito, non facile, di promuovere lo sviluppo del Paese.
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La lingua ufficiale dell'isola è il francese, ma la maggior parte della popolazione parla il dialetto creolo. Pur essendola religione ufficiale quella cattolica, è molto praticato il vodoo, culto animista fondato sulla commistione di pratiche naturali e soprannaturali, che prevede l'adorazione dei defunti. Una sintesi di credenze e pratiche religiose africane e di elementi rituali del cattolicesimo.
Il nostro viaggio inizia dalla capitale, Port-au-Prince, che si affaccia sul golfo di Gonave, in un'ampia insenatura della costa occidentale. Fondata nel 1749 quando era appena un villaggio ed oggi è una città vivace e un pò caotica di un milione di abitanti. L'edificio più importante è il Palazzo Presidenziale costruito negli anni Venti sulle rovine del vecchio palazzo in legno distrutto da un incendio negli anni precedenti. Ecco poi al monumento del Marron Inconnu statua di bronzo che raffigura uno schiavo mentre da il segnale di inizio della rivolta. Da visitare anche il Museo del Panthéon nazionale Haitiano e la cattedrale. Assolutamente da non perdere una visita all'Iron Market, l'animato mercato del ferro dove si possono trovare oggetti d'artigianato e varie forme di arte haitiana, tra cui i caratteristici dipinti in stile naïf. Nelle colline sopra la capitale si trova Pétionville, la parte elegante di Haiti dove si trovano gli alberghi migliori.
Seconda città dell'isola, Cap-Haitien si trova sulla costa settentrionale di Haiti, in un punto riparato sul versante atlantico a sud-est di un elevato capo. In epoca coloniale, la città fu denominata "Parigi delle Antille" per le ricchezze e la raffinatezza che la contraddistinguevano, tanto che fu a lungo la capitale dell'isola. Tra il 1734 e il 1842, Cap-Haitien fu distrutta ben tre volte dalle fiamme e una volta dal terremoto. Oggi il suo bel centro storico è caratterizzato da un'architettura dagli influssi spagnoleggianti. Nella zona di Cap-Haitien ci sono numerosissime spiagge, da Cormier Beach a La Badie dove si possono visitare le antiche rovine coloniali.
Appena 15 minuti da Port-au-Prince, ma 450 metri sopra il livello del mare, Pétion-Ville, pittoresco sobborgo della classe media con bei ristoranti e boutique. Ma per vedere una delle più belle città haitiane bisogna fare altri 160 chilometri lungo la penisola che da sul Mar dei Caraibi. Qui si trova la località di Les Cayes tranquilla, ma non senza fascino, dove si può gustare appieno il ritmo di vita di questa terra. Belle soprattutto le spiagge a sud, nel piccolo villaggio di Hatte mentre di fronte a Les Cayes c'è la bella Ile-à-Vache, un'isola lunga una ventina di chilometri che fu base del pirata Henry Morgan per un assalto a Panama. Tra le altre, numerose spiagge haitiane, una più esotica dell'altra, segnaliamo a nord-ovest le spiagge di Kaloa Beach, Maikai e Kyona Beach, e a sud-ovest della capitale Taino Beach, Grand Goave e Cap de Leogane.
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Una delle caratteristiche del grande fascino di Haiti sono anche le sue isole, che riportano al ricordo le avventure di piarti e bucanieri. A partire dall'isola de la Gonâve, che si trova di fronte a Port-au-Prince e fu antico rifugio dei corsari. Attualmente è dotata di bellissime spiagge ed incantevoli fondali corallini. In barca da Port-au-Prince ci si può dirigere anche verso l'altra isola di Gran Cayemite con belle spiagge, insenature ed una lussureggiante vegetazione.
La crociera ideale, dopo aver toccato i luoghi appena citati, potrebbe concludersi raggiungendo l'altra isola di Tortuga a nord di Haiti, un angolo di terra che conserva anch'essa antiche storie di pirati essendone stato uno dei rifugi preferiti per moltissimi anni. Lo ricorda anche il Fort de La Roche, costruito nel 1639 ed alto 70 metri, il più grande dell'isola di Tortuga. La spiaggia migliore, lunga un paio di chilometri, è a Pointe Saline, sulla punta occidentale, a 34 chilometri da Palmiste, la città più grande dell'isola. A est si possono visitare le belle grotte di L'Au Bassin, lunghe sei chilometri, una grande caverna con sculture precolombiane nella roccia. Altre due grandi caverne sono quelle di Trou d'Enfer, vicino alle rovine di La Rochelle e La Grotte de la Galerie, un chilometro ad est di Trou d'Enfer.
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